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80 anni di lucio dalla

Lucio dalla - la passione per il cinema e il teatro

Quella per il cinema e’ stata per Dalla una passione divorante, anche superiore, a sua detta, rispetto alla musica: “Quando sono a Bologna non guardo mai meno di un film al giorno.”
Aveva anche espresso l’intenzione-desiderio di curare una regia, ma non è mai stato possibile mandarla in porto: a compensazione la fittissima sequenza di partecipazioni a film, anche molto diversi tra loro, come attore o autore della colonna sonora.
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Nel primo caso sono sedici i titoli, dal musicarello Questo pazzo, pazzo mondo della canzone (1965) a Artemisia Sanchez (2008), nel secondo invece le collaborazioni sono dodici da Signori e signore buonanotte (1976) al Pinocchio di Enzo D’Alo’ (2012). Prestigioso il ventaglio dei registi con cui Dalla viene a contatto: i fratelli Taviani (I sovversivi, 1967), Renato Castellani (Questi fantasmi, 1968), Pupi Avati (La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, 1975, Gli amici del Bar Margherita, 2009, Il cuore grande delle ragazze, 2011), Carlo Verdone (Borotalco, 1982, con cui vince il premio Donatello per le musiche), Mario Monicelli (I picari, 1987), Michele Placido (Pummaro’, 1989), Michelangelo Antonioni (Al di là delle nuvole, 1995). Del 1979, inoltre, è il film-documentario Banana Republic, che testimonia l’omonimo tour con Francesco De Gregori: replicherà l’esperienza dal vivo nel 2010, con il Work in progress tour.

Numerose anche le incursioni nel teatro, tra il 1975 e il 2008: qui Dalla si cimenta con diverse mansioni, per le musiche, come attore (La principessa della luna), voce narrante (Pierino e il lupo), direttore d’orchestra (Sinfonia dei giocattoli, tutte del 1996), e soprattutto come regista, su diverse produzioni, tra cui Tosca – Amore disperato (2003), Arlecchino (2006), Pulcinella (2007), Dalla o Cellini (2008). Innumerevoli i contatti con la televisione, nei principali programmi: tra i tanti, canta la sigla, Fumetto, ne Gli eroi di cartone (1970), La bella e la besthia (debutto in prima serata, come conduttore insieme a Sabrina Ferilli, 2002), la fiction L’angolo del cielo (2010).

 

lucio dalla - discografia e curiosità sugli album

A differenza di Battisti, incalcolabili le sue date in tour, in concerto o gli stessi duetti discografici e su palcoscenico o davanti alle telecamere. A parte i sodalizi più profondi e fattivi, con Ron, Francesco De Gregori e Gianni Morandi, ecco Dalla affiancato a Renato Zero, Claudio Baglioni e Riccardo Cocciante, ma anche Pavarotti e Ornella Vanoni, Ligabue e Jovanotti, Guccini e Carmelo Bene, gli Stadio, Venditti, Jannacci, e poi Fiorello, Luca Carboni, Samuele Bersani, Gigi D’Alessio, Renzo Arbore, Gino Paoli, Pino Daniele, Nino D’Angelo, Eros Ramazzotti, Francesco Baccini, Gabriella Ferri, Mina, solo per citarne alcuni. 
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Grande appassionato di automobili, al punto da dedicarvi un intero album, scritto con il poeta Roberto Roversi, nel 1976, Dalla canta anche un brano intitolato Mille miglia. E sarà coinvolto al punto da partecipare alla gara nelle edizioni del 1999 e del 2000 a bordo di una Porsche 356: suo compagno di avventure l’attore e scrittore bolognese Alessandro Bergonzoni.

Tra le copertine che hanno accompagnato i dischi di Lucio Dalla alcune hanno fatto storia: ad esempio quella del 1980, che nella fotografia di Renzo Chiesa lo ritrae con un berretto divenuto un marchio di fabbrica, oppure il 45 giri di 4/3/’43 che riporta uno scorcio di Manfredonia(FG), cittadina pugliese dove Lucio andava al mare da bambino. Il legame con la Puglia si rinnoverà poi con l’acquisto di un paio di immobili alle isole Tremiti, dove Lucio era solito rifugiarsi a comporre: la sua villa Luna Matana darà poi anche il titolo all’album del 2001. Su Henna (1993) l’immagine di copertina e’ opera del grande artista Mimmo Paladino, quella per la raccolta 12000 lune e’ di Milo Manara, mentre per Cambio (1990) verrà utilizzata una foto di famiglia, dell’infanzia, insieme alla mamma e a una cugina.

 

lucio dalla - l'amore per bologna

L’amore per Bologna è una costante, testimoniata da Lucio a più riprese.
Grande tifoso di basket e della squadra della Virtus, frequentava anche lo stadio: l’ultima volta che incontra Gianni Morandi sarà appunto al Dall’Ara, per Bologna-Udinese (1-3, 26 febbraio 2012).
Oltre a frequentare i locali – dal ristorante Cesari alla trattoria Da Vito – e la città in tutti i suoi angoli, molti lo ricordano giocare a pallone, da ragazzo, con gli amici, nella frazione collinare di Gaibola, che gli ispira il titolo del secondo album, Terra di Gaibola. Venne schierato anche in alcune partite della Nazionale Cantanti. C’è poi la laurea honoris causa in Lettere e Filosofia, conferitagli dall’Universita’ Alma Mater di Bologna (9 luglio 1999), dove Dalla aprirà una galleria d’arte, No Code, in via dei Coltelli.

lucio dalla - produzione musicale

Nell’enorme produzione musicale di Lucio Dalla, sono rimaste fuori dalle pubblicazioni diverse canzoni: per certo sappiamo di alcune composizioni di Roberto Roversi nate in origine per Automobili e poi quelle che segnano il ritorno del binomio, scritte per lo spettacolo teatrale “Enzo Re” (dedicate dal poeta al figlio di Federico II di Svevia). Lo spettacolo sarà rappresentato ma l’album che doveva seguire è rimasto inedito.

Svezzatosi musicalmente con il jazz tradizionale dalle file di un’apprezzata orchestra, la Rheno Dixieland Jazz Band, di Lucio Dalla compare una prima intervista sulla rivista il Cantastorie Studentesco, autunno 1960, dove rivela i suoi gusti e i suoi modelli in fatto di jazz: cita tra gli altri Jackie McLean, Cannonball Adderley, Jimmy Giuffre’, e soprattutto Charles Mingus.

lucio dalla - vita privata e festival di sanremo

Su Novella 2000, nel numero del 27 aprile 1991 vennero annunciate, con tanto di servizio fotografico, come imminenti le nozze con Daniela Venturi, pittrice, di Urbino, dieci anni più giovane.

Lucio Dalla aveva una casa sulle pendici dell’Etna, a poca distanza da quella in cui viveva Franco Battiato. In zona venne anche prodotto un vino rosso, premiato, che Lucio volle ribattezzare “Stronzetto dell’Etna“.

La sua prima partecipazione al festival di Sanremo risale al 1966: il brano, Paff…bum, scritto da Sergio Bardotti e Gianfranco Reverberi, viene eseguito anche dagli Yardbirds, una delle massime espressione del rock anglosassone dell’epoca, guidati da Jeff Beck. Alla chitarra, in altre edizioni della band, si alternarono anche Eric Clapton e Jimmy Page, che da lì avrebbe fondato i Led Zeppelin.

galleria fotografica lucio dalla

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